Gli estimatori dei prodotti enogastronomici di alta qualità e delle antiche tradizioni regionali non possono certo non conoscere l’aceto balsamico modenese, un prodotto dalle origini secolari che, nel corso del tempo, è diventato il simbolo di una vera e propria cultura della tavola.

Ottenuto da un mix di mosti d’uva e di aceto invecchiato, e successivamente affinato in botti di legno, l’aceto balsamico di Modena è inconfondibile in merito al suo aroma gradevole e delicato ma persistente, dalle caratteristiche note agrodolci e legnose.

Oggi, il celebre aceto modenese è contrassegnato dal marchio IGP, e per garantire l’originalità la sua provenienza deve rigorosamente corrispondere con le province di Modena e Reggio Emilia. Infatti, è proprio la particolarità del territorio e la situazioni climatica locale che permettono di ottenere un tipo di uva dalla particolare concentrazioni di zuccheri.

Oltre ad essere un elemento determinante nella tradizione gastronomica locale, l’aceto balsamico di Modena è un ingrediente molto versatile che, oltre alle specialità tipiche del territorio, impreziosisce qualsiasi alimento con il suo aroma unico e inconfondibile.

La tecnica di produzione dell’aceto balsamico modenese si distingue per una serie di elementi specifici che devono essere assolutamente rispettati: la percentuale di mosto d’uva, la temperatura, il grado di acidità, il residuo secco e la totale assenza di additivi, ad esclusione di una minima percentuale di caramello per accentuare il colore scuro.

Per ottenere il tipico aroma dell’aceto balsamico, al classico metodo di acetificazione si aggiunge l’affinamento in barili di legno pregiato, di solito rovere ma anche ginepro, quercia, castagno e gelso, per un periodo di due mesi. Al termine dell’affinamento, per ricevere la certificazione di Aceto Balsamico di Modena, il prodotto viene sottoposto ad un severo esame organolettico da parte di operatori tecnici specializzati.