Roma. 13 Gennaio 2010 L’artista si è ispirato al Discorso della Montagna tratto dal Vangelo secondo Matteo, proposto in frammenti di testo in sei diverse lingue antiche e moderne, stampati utilizzando il primo esempio di carattere tondo romano ideato da Nicolaus Jenson nel 1470. Nicola Samorì ha ideato l’intero corpus iconografico composto da sessanta tavole e disegni e stampato a quattro colori con interventi speciali presso la stamperia di Lamberto Pigini, in Loreto. | All’interno dell’opera sono inoltre presenti cinque tavole a tre ante stampate in litoserigrafia presso la stamperia d’arte di Luigi Berardinelli, in Verona. Al suo centro è collocata la tavola “Libera nos a Malo”, litografia su pietra eseguita manualmente utilizzando un antico torchio a stella, presso la stamperia d’arte di Giancarlo Busato, in Vicenza. I trentatré fogli dell’opera in carta di puro chiffon da 250 grammi impreziositi dalla filigrana “Marilena Ferrari”, sono stati appositamente creati per quest’opera dalle Cartiere Magnani in Pescia. La legatura, in pelle di agnello tinta alla botte dell’Officina delle Pelli di Mauro Tonelli in Cognento, impreziosita con impressioni in argento a caldo, è stata eseguita presso la legatoria L’Arte del Libro di Bruno Superti, in Todi. L’opera, contenuta in una struttura girevole in plexiglas realizzata dal laboratorio di Catia Cimaroli, in Controguerra, reca la firma autografa del maestro Nicola Samorì e di Marilena Ferrari. |