cartomanzia

Dall’antico Egitto ai giorni nostri la cartomanzia ha sempre riscosso interesse e affascinato molte persone. Nella sua lunga vita la cartomanzia ha legato a sé miti e credenze che ancora oggi coinvolgono chi si interessa a quest’arte divinatoria.

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Sfatiamo qualche mito e analizziamo a fondo quello che c’è di vero.

Secondo la tradizione non si leggono i tarocchi di domenica. Il motivo è molto semplice: la domenica è il giorno del signore e siccome i tarocchi sono nati in un contesto cristiano- cattolico viene rispettato il riposo in questo giorno. Pare che, in passato, chi ne faceva uso, veniva addirittura perseguitato. Ma non è assolutamente vero che le carte in questa giornata “non parlano”.

Tra le credenze che avvolgono la cartomanzia c’è anche quella del non fare le carte a pasqua, in quaresima o nel periodo natalizio e la ragione è la stessa che abbiamo visto per la domenica. Le festività cristiane sono sacre. Anche in questo caso non è vero quello che si dice in giro che le carte in questi giorni “non parlano”, ma semplicemente è una scelta legata alle origini di quest’arte.

Dopo le credenze cristiano- cattoliche è la volta di quelle popolari che proibivano la lettura delle carte nel periodo del ciclo mestruale. Questa credenza trova fondamento nell’esoterismo, per cui la saliva e il sangue dell’essere umano possono realizzare delle vere e proprie magie per cui i fluidi non vanno per nessun motivo dispersi. Seguendo questa credenza, praticare la cartomanzia in questo periodo sarebbe addirittura pericoloso. Una motivazione più pratica è quella della concentrazione che nel periodo del ciclo mestruale potrebbe essere leggermente più bassa. Ovviamente qualsiasi sia l’origine di questa credenza non datele peso, è falsa.

Altra falsa credenza è che non debbano farsi le carte quando piove.

Sulla cartomanzia girano tantissime credenze ma ricordatevi di fare sempre attenzione e che solo i ciarlatani potrebbero affermare quanto sopra.